Fauna selvatica in Engadina

Osservare la fauna selvatica in Engadina
Quando e dove è più probabile avvistare animali selvatici?
Le possibilità di avvistare gli animali selvatici ci sono durante tutto l'anno. I periodi più favorevoli sono però la primavera, a partire da fine aprile, quando molti animali escono dal riposo invernale e tornano ad essere più attivi, e l'autunno, tra settembre e ottobre. È proprio in questo periodo che inizia il bramito del cervo, uno straordinario spettacolo della natura durante il quale il potente richiamo dei cervi risuona nelle vallate.
Chi desidera aumentare le probabilità di osservare la fauna selvatica può partecipare a un'escursione guidata. Le guide locali conoscono i luoghi preferiti dagli animali e condividono interessanti informazioni sul loro habitat, il loro comportamento e la loro tutela.
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Mentre le giornate si accorciano e l'autunno inizia lentamente ad apparire in Engadina, in Val Trupchun inizia il periodo più affascinante dell'anno: il bramito dei cervi. Vivete da vicino questo evento unico, abbinato a scoperte culinarie e relax.
I «Big Five» dell'Engadin
Il cervo reale
Il cervo reale è il più grande ungulato dell'Engadina. Dopo essere stato completamente scomparso dalla regione verso la metà del XIX secolo, oggi migliaia di esemplari popolano nuovamente l'Engadina. Durante i mesi estivi vive ad altitudini che raggiungono quasi i 3.000 metri sul livello del mare, per poi spostarsi verso quote più basse con l'arrivo dell'autunno.
A settembre, quando le giornate si accorciano, inizia la stagione degli amori. I maschi attirano l'attenzione con il loro caratteristico bramito e si confrontano con i rivali per conquistare le femmine. Questo spettacolo naturale è particolarmente facile da osservare nel Parco Nazionale Svizzero, dove i cervi si sono abituati alla presenza degli escursionisti.
Lo sapevi?
Verso la fine della stagione degli amori, i maschi possono diventare addirittura rauchi a forza di bramire.
Curiosità sul cervo reale
• Altezza: 95–150 cm
• Peso: femmine fino a 130 kg, maschi fino a 220 kg
• Aspettativa di vita: 15–20 anni



Lo stambecco alpino
Lo stambecco alpino è uno degli animali più affascinanti delle montagne dell'Engadina. Dopo essere scomparso dai Grigioni, nel 1920 è stato reintrodotto con successo nel Parco Nazionale Svizzero. Oggi lo stambecco è nuovamente presente in tutta l'Engadina.
In primavera è possibile osservarlo mentre pascola nei fondovalle. Durante l'estate, invece, si sposta ad altitudini più elevate, dove può essere avvistato solo affrontando escursioni più lunghe.
Lo sapevi?
Le corna dello stambecco crescono per tutta la vita. Gli anelli annuali ben visibili sul lato posteriore delle corna permettono di determinarne con precisione l'età.
Curiosità sullo stambecco alpino
• Altezza: 65 - 100 cm
• Peso: femmine fino a 60 kg, maschi fino a 115 kg
• Aspettativa di vita: 15 - 22 anni



Il camoscio
Il camoscio è considerato il vero acrobata delle montagne. Si muove con straordinaria agilità sui pendii più ripidi e vive a quote che possono raggiungere i 3.500 metri. Grazie ai suoi zoccoli, dotati di una particolare struttura, riesce a trovare un appoggio sicuro anche sulle superfici più lisce.
I piccoli nascono a giugno e, dopo poche ore dalla nascita, sono già in grado di seguire la mamma tra rocce e sentieri impervi. Chi ha la fortuna di sentire il loro caratteristico fischio d'allarme vive un momento davvero speciale.
Curiosità sul camoscio
• Altezza: 70 - 85 cm
• Peso: femmine fino a 35 kg, maschi fino a 45 kg
• Aspettativa di vita: 17 - 22 anni



La marmotta
Da aprile a settembre le marmotte popolano i pascoli alpini dell'Engadina. Con il loro caratteristico fischio si avvertono a vicenda dell'eventuale presenza di un pericolo. Durante l'inverno, invece, si rifugiano nelle loro tane, dove trascorrono un letargo che dura diversi mesi.
Lo sapevi? Gli abitanti del posto chiamano affettuosamente le marmotte «Mungga».
Curiosità sulla marmotta
• Altezza alla spalla: 18 cm
• Peso: circa 4 kg
• Aspettativa di vita: 10–12 anni.



Il gipeto
Con un'apertura alare di oltre 2,6 metri, il gipeto è l'uccello più grande delle Alpi. Per molto tempo è stato ingiustamente temuto e, a causa della caccia intensiva, è scomparso dalla regione. Grazie ai progetti di reintroduzione promossi dal Parco Nazionale Svizzero, dal 1991 è tornato a sorvolare i cieli dell'Engadina.
In volo è facilmente riconoscibile per le lunghe ali appuntite e la caratteristica coda a forma di cuneo. Gli esemplari adulti si distinguono inoltre per il piumaggio chiaro, quasi bianco, sulla parte inferiore del corpo.
Lo sapevi? Circa il 90% dell’alimentazione del gipeto è costituito da ossa. Per riuscire a nutrirsene, le lascia cadere dall'alto sulle rocce fino a frantumarle in pezzi più piccoli e raggiungere così il nutriente midollo.
Curiosità sul gipeto
• Apertura alare: 250 - 280 cm
• Peso: 5 - 7 kg
• Aspettativa di vita: fino a 50 anni; in natura, tuttavia, è spesso inferiore.

Domande frequenti sull’osservazione della fauna selvatica in Engadina
Il luogo più rinomato per l'osservazione della fauna selvatica è il Parco Nazionale Svizzero. In particolare, la Val Trupchun è considerata uno dei migliori punti di osservazione e viene spesso chiamata la «Serengeti delle Alpi». Anche al di fuori del Parco Nazionale è possibile avvistare numerosi animali selvatici. Per aumentare le probabilità di successo è consigliabile uscire nelle prime ore del mattino o al tramonto e muoversi in modo silenzioso e rispettoso della natura.
Fondato nel 1914, il Parco Nazionale Svizzero è il più antico parco nazionale delle Alpi. Qui gli animali selvatici vivono in un habitat rigorosamente protetto, dove trovano abbondante cibo e numerose aree di rifugio. Grazie a queste condizioni favorevoli, gli animali sono tranquilli e tollerano la presenza dei visitatori, ad esempio delle famiglie che percorrono la Val Trupchun.
In Engadina è possibile osservare la fauna selvatica durante tutto l'anno. Ogni stagione offre l'opportunità di scoprire aspetti diversi della vita degli animali.
In inverno è particolarmente facile avvistare il gipeto e l'aquila reale durante i loro voli di perlustrazione, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando le correnti termiche sono ideali per il volo. Anche le tracce lasciate sulla neve raccontano la presenza di numerose specie selvatiche. In inverno il Parco Nazionale Svizzero rimane chiuso, per garantire agli animali la massima tranquillità durante un periodo particolarmente delicato.
I periodi migliori per l'osservazione sono tuttavia la primavera, a partire dalla fine di aprile, e l'autunno, da settembre in poi. In primavera molti animali tornano attivi dopo il riposo invernale, mentre in autunno il bramito del cervo offre uno degli spettacoli naturali più affascinanti dell'Engadina, con il potente richiamo dei maschi che risuona nelle vallate.
Neben den «Big Five» wie Rothirsch, Gämse, Murmeltier, Steinbock und Bartgeier leben viele weitere Arten wie Füchse, Rehe, Schneehasen, Steinadler, Biber und Fischotter im Engadin. Auch Grossraubtiere wie Wolf, Luchs und gelegentlich Braunbären kommen im Engadin vor.
Oltre ai «Big Five» – cervo reale, camoscio, marmotta, stambecco e gipeto – in Engadina vivono molte altre specie, tra cui volpi, caprioli, lepri, aquile reali, castori e lontre. Sono presenti anche grandi predatori come il lupo, la lince e, occasionalmente, l'orso bruno.
Le migliori possibilità di avvistare gli stambecchi si hanno nella Val Trupchun, nei dintorni di Pontresina e nelle aree di alta montagna.
La stagione degli amori del cervo si svolge ogni anno tra la metà di settembre e l'inizio di ottobre. In questo periodo è facile sentire il caratteristico bramito dei maschi, che risuona nelle vallate.
Le marmotte sono visibili da aprile a settembre sui prati alpini, lungo numerosi sentieri escursionistici e nei pressi dei passi di montagna.
Sì. Grazie ai progetti di reintroduzione, oggi il gipeto è tornato a vivere in Engadina. Con un po' di fortuna lo si può osservare mentre volteggia sopra i versanti montani.
No. Gli animali selvatici non devono mai essere nutriti né attirati con il cibo. Questo altera il loro comportamento naturale e può mettere a rischio la loro salute.
Gli animali selvatici devono essere osservati sempre con rispetto, mantenendo una distanza adeguata e senza disturbarli. È importante rimanere sui sentieri segnalati, evitare rumori eccessivi e non dare cibo agli animali. I cani devono essere tenuti sotto controllo o al guinzaglio. Durante i mesi invernali è inoltre fondamentale rispettare rigorosamente le zone di tranquillità della fauna selvatica.
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